YOGA E PAURA

YOGA E PAURA


Scritto da Staff

Cos’è la paura? Come per superarla?

🌈💪🏋️‍♂️😓

Da quando il coronavirus si è presentato nelle nostre vite abbiamo assistito allo sgretolamento di tutte le nostre certezze. Abbiamo modificato stili di vita, abitudini e modi di esseri. Un’intera popolazione (campana e napoletana), in particolare, ha modificato dei capisaldi del proprio modo di essere partenopei: gli abbracci ed il caffé al bar.

Un solo sentimento ha unito la popolazione mondiale: la paura.

La paura di contagiarci, ammalarci, perdere la vita.

Un virus infinitamente piccolo, è stato capace di decimare una popolazione. Non una guerra nucleare o un’arma atomica, non un’invasione aliena. Un virus!

Riflettevo mesi fa e pensavo che dagli  anni 80 parole quali ansia, paura, attacchi di panico si sono moltiplicati e con essi i casi di depressione e patologie simili.

Con il lockdown abbiamo sperimentato la chiusura in casa per settimane. Le uscite sono state contingentate e limitate per beni di prima necessitĂ . Il primo giorno che sono uscita per andare al supermercato avevo paura di mettere il naso fuori dal mio vialetto. Il mio mondo per tutti quei mesi.

Vedere persone in fila al negozio mi ha terrorizzato ed ho girato i tacchi e stavo tornando indietro. La mascherina, gli occhiali ed il cappello. Bardata! Ho percepito il respiro corto ed affannato e mente affastellata da mille pensieri. Una morsa al petto e una nausea fortissima. Per mia fortuna anni fa avevo giĂ  provato sensazioni simili. Venti anni fa!

Questa volta, consapevole di quanto mi stava accadendo, mi sono fermata. Ho chiuso gli occhi ed ho incominciato a respirare piĂš lentamente. Ad osservare con gli occhi della mente i miei pensieri e la natura dei miei pensieri. PiĂš respiravo lentamente e piĂš il ritmo dei pensieri si calmava. PiĂš respiravo nella mia pancia e piĂš la morsa allo stomaco ed al petto si allentava.

L’ansia.

L’ansia è un’agitazione interiore provocata da bramosia o da incertezza. La paura è lo stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo.

L’ansia e la paura sono la risposta istintiva ad un cambiamento. Meccanismi di difesa che si scatenano in noi, psicologicamente e fisicamente, per aiutarci ad affrontare uno “momento diverso”. Il fallimento, o il superamento del momento diverso, è legato al confronto con detto momento. Viverlo, insomma. Una volta vissuto nella banca dati del nostro cervello, nel file delle “esperienze” salviamo quella di quel momento specifico. Creiamo un ricordo-esperienza. E con esso anche tutte le capacità che abbiamo sviluppato. Le emozioni che abbiamo provato. Gli errori da quali possiamo imparare.

Negli ultimi trent’ anni però la parola errore è diventata “brutta”, obsoleta, odiata. Nello scenario collettivo è entrato il mito dell’uomo che non deve chiedere mai. Così dopo l’uomo di Neanderthal e simili, dopo la fase dell’uomo esperienziale, sembrava essere nato l’uomo perfetto.

Fino a qualche mese fa piĂš eri perfetto e piĂš valevi. La vulnerabilitĂ  non era piĂš contemplata, ma giudicata.

Per essere al top abbiamo triplicato l’uso smodato di sigarette, farmaci, alcool, droghe, antidepressivi, gioco d’azzardo e sesso.

Lo scopo di tutte queste cose è di due tipi: aiutarti ad essere perfetto oppure aiutarti a vincere lo stress creato da mantenere performance performanti.

Vivendo cosÏ avevamo imparato a sfatare la paura, a nasconderla, come si fa con la polvere sotto il tappeto. A rimandare il confronto con essa. Il covid 19 ci ha solo ricordato chi siamo e ha sollevato i tappeti. La polvere si è alzata. CosÏ se a fine giornata ci voleva una canna per aiutarci a superare lo stress, durante il lockdown ne dovevamo fumare almeno quattro o cinque.

I bicchieri di birra da due sono diventati quattro. E se giĂ  fumavi quattro canne e bevevi quattro birre credo che il tuo consumo sia aumentato di brutto. Ma non lo ammetterai, se sei nel pieno del problema. Anzi! Smetterai di leggere, mi catalogherai come “moralista” e mi manderai a quel paese. E ripeterai a te stesso il mantra “io riesco a controllarmi”.

Praticare yoga è un modo per aiutarti ad affrontare lo stress, l’ansia e la paura. Come in tutte le cose ciò che fa la differenza è l’atteggiamento con il quale pratichiamo yoga. Perché anche qui possiamo doparci all’inverosimile, abbandonarci a viaggi oltre il corpo, oppure praticare per superare tutte queste cose e fare esperienza di samadhi.

Il concetto di samādhi è spiegato sempre in modo molto “elevato” e complicato. Provare ad afferrarlo diventa evanescente come afferrare il fumo con le mani. La questione si complica poi ancora di piĂš se si cerca di delineare i confini tra il concetto di samādhi nelle varie fasi e nelle diverse dottrine. Per esperienza identifico il samadhi quando sperimento uno stato di pace e quiete. Non ho assenza di pensieri e paure. Mi attraversano ma non percepisco peso o paura. Una volta che ritorno alla mia condizione normale mi sento ricaricata e rigenerata. Pronta a vivere il mio quotidiano e piĂš centrata nell’affrontarlo. Percepisco un nuovo senso nel vivere e mi sento parte di un tutto.

Per sperimentare questa condizione ho dovuto affrontare tutte le mie paure e le mie ansie. Ho dovuto pulire la mia vita. Pulizia fisica da cibi, abitudini, sostanze.  Pulizia spirituale da pensieri, sentimenti, emozioni.  Pulizia anche da tutte le sostanze che mi “alteravano” dalle percezioni sensoriali ed extra sensoriali. PerchĂŠ tra me e la vita nello yoga esiste solo il respiro e l’energia del respiro: il prana.

Se i miei filtri, i polmoni, sono ostruiti, l’aria ed il respiro sono limitati. Se il mio sangue è sporco da “sostanze” anche l’ossigeno non circola appieno e l’energia del prana non scorrerĂ  liberamente nel mio corpo.

La pratica yoga ci aiuta a mantenere un’aderenza alla realtĂ  e a diventare la migliore versione di noi stessi. Ma questo processo avviene per il 99% con la pratica e l’1% con la teoria. Vale a dire solo attraverso l’esperienza. Nello yoga questo valore dell’esperienza è quotidiano. Allo stesso modo ogni giorno, ogni ora, possiamo scegliere di fare esperienza e vivere. E dopo queste esperienze di paure impariamo a fare esperienze di coraggio e di educarci ad esso. Ti suggerisco di leggere anche l’articolo YOGA E CORAGGIO, sempre su 📂 Riflessioni