Insegnante Yoga- Una professione
Scritto da Staff
Spesso capita di ascoltare gli allievi lamentarsi del costo delle lezioni e del motivo per cui devono pagare le lezioni yoga. In India le lezioni sono a offerta libera. Il maestro non cerca denaro e vive dei doni degli allievi. Denaro e cibo.
In Italia il condizionamento sociale, giuridico e fiscale ĂŠ fortissimo. Ogni centro di yoga o palestra ha tariffe fisse. Tutto viene âvendutoâ!
Allâinizio di questo lavoro ho avuto grosse difficoltĂ finanziarie, come tutti. Ricordo ancora i sacrifici immensi per seguire corsi di aggiornamento o lezioni con insegnanti piĂš esperti. Dopo alcuni anni avrei potuto, e dovuto, richiedere compensi maggiori. Non lo so fare! Non so quantizzare economicamente il costo di questo impegno. Ă una mia difficoltĂ . Da ciò entro in un loop dove mi sento inadeguata, piccola e impotente e mi colpevolizzo. Mi avvilisco e poi mi sento una stupida.
Un giorno ho avuto “unâilluminazione”. Spostare la mia mentalitĂ (la focale interiore) dalla autocommiserazione, impotenza e paura, in direzione dell’abbondanza. Mentalmente, ho iniziato a classificare lo yoga come âspiritualitĂ e beneficioâ e non come lavoro o esercizio fisico. Questo mi ha aiutato a dare libertĂ al mio cuore e insegnare facendo nascere il mio impegno dalla libertĂ e dallâ amore, non dalla mancanza e dai limiti che ho dentro. Avevo sottovalutato lâimportanza dellâatteggiamento interiore quale valore aggiunto nell’approfondire il rapporto che abbiamo con la fonte del benessere e della felicitĂ .
Quello che è successo subito dopo è stato davvero sorprendente! Improvvisamente sono stata subissata dalle richieste di collaborazioni professionali, ho iniziato a ricevere compensi maggiori, riconosciuti dagli stessi âdatori di lavoroâ. Prima che me ne rendessi conto, i soldi che guadagnavo facendo ciò che amavo superavano ciò mai avrei pensato possibile! Mentre stava avvenendo questo importante cambiamento, mi sono reso conto che il cambiamento era avvenuto dentro di me. Avevo un braccialetto che mi ricordava lâintenzione (sankalpa): ABBONDANZA, e l’ho indossato per diverso tempo a ricordarmi questo. Questa specie di illuminazione, questa profonda intuizione era nata dallâosservazione della mia mente e della mia storia, mentre meditavo.
Ho iniziato a pensare al mio passato. Sono cresciuto con la mentalità di non spendere soldi e risparmiare per tempi di crisi. Mangiare tutto ciò che ho nel piatto. Fondamentalmente vivere nella paura di rimanere senza soldi. Questo trauma mi ha accompagnato per tutta la mia vita. Ora che ho lasciato andare questo modo di pensare condizionante, mi sento una persona nuova. PiÚ ispirata. PiÚ viva. PiÚ libera!
Spero che la condivisione di questa scoperta possa connettersi con qualcuno lĂ fuori. Il mio desiderio è che ci siano sempre possibilitĂ di yoga per tutti, specialmente per coloro che ne hanno veramente bisogno. Nel mondo degli affari e dello yoga, che è un poâ âcome mescolare olio e acquaâ, sta a tutti noi mantenere viva l’integritĂ dello yoga. Allo stesso tempo abbiamo bisogno che la professione di insegnante yoga (e quelle di tutti gli istruttori sportivi) abbia un riconoscimento giuridico nello stato italiano come categoria professionale. Soprattutto quando da piĂš di un anno ci impediscono di lavorare in zona bianca, arancione e gialla. Siamo stati vessati e definiti ânon essenzialiâ, ledendo la nostra dignitĂ personale e professionale. A noi quindi cambiare la storia e farci riconoscere per ciò che siamo. Riparto quindi dal cambaire la natura del mio pensiero, dal riconoscermi per chi sono e che professione svolgo e il contributo che ciò porta alla collettivitĂ .