SECONDO AFORISMA.
Scritto da Staff
Secondo Patanjali la mente (chitta) è costituita di tre elementi: manas, buddhi e ahamkar.
Manas è la facoltà di registrare le impressioni raccolte dai sensi nel mondo esteriore.
Buddhi è la facoltà discriminativa che classifica le impressioni e reagisce ad esse.
Ahamkar è il senso dell’ego che richiede per se stesso le impressioni e le accumula sotto forma di conoscenza individuale. Per esempio, vediamo un oggetto in movimento.. Manas riferisce: : “Un grosso oggetto animato si sta avvicinando velocemente”. Buddhi: “Quello è un toro furioso che vuole attaccare qualcuno”, Ahamkar “vuole attaccare me”.
La conoscenza o percezione è un’onda pensiero (vritti) nella mente. Ogni conoscenza è quindi oggettiva. Persino quello che gli psicologi occidentali chiamano introspezione o auto-coscienza, diventa per Patanjali conoscenza oggettiva perché la mente non “è lei che vede”, ma soltanto uno strumento di conoscenza, un oggetto di percezione come il mondo esterno.
Che cos’è lo yoga? Per richiamare il primo aforisma. Lo yoga consiste nel processo per bloccare le fluttuazioni delle onde pensiero che sorgono in tutte le dimensioni della coscienza. Questo non vuol dire solo isolarsi dalle esperienze del quotidiano, ma lasciare anche da parte le visioni che sorgono nella meditazione profonda.