Lasciare andare.
Scritto da Staff
Tutti nutriamo aspettative. Vivere la vita non lasciandosi condizionare da esse è la sfida. Lasciare andare lâattaccamneto allâaspettative è stata una delle cose piĂš difficili che ho dovuto imparare da” perfezionista maniacale”. Per natura spesso penso al futuro. Stabilisco obiettivi. La nascita delle aspettative rappresenta una forma di degenerazione negativa dellâobiettivo. Per me significa vivere condizionati dal risultato finale. Un vortice vizioso in cui creiamo obiettivi, conseguiamo gli stessi e rilanciamo perdendo di vista il lavoro su noi stessi. Non raggiungere lâobiettivo genera delusione e frustrazione. Questo tipo di pensiero genera negativitĂ e paralizza la motivazione.
Le aspettative ci fanno uscire dal momento presente. Ci allontanano dal praticare il non attaccamento, dal rafforzarci interiormente, dal provare gratitudine per il percorso. Lâaspettativa trasferisce la nostra condizione vitale dal momento presente al futuro. Le pratiche di yoga e meditazione possono insegnarci a mantenere la centralitĂ . Ad avere consapevolezza di questi salti interiori dal presente al futuro, al passato. Ă sempre meraviglioso quando un risultato supera le nostre aspettative. Ma il piĂš delle volte, tendiamo a concentrarci sulla negativitĂ quando un’aspettativa non viene soddisfatta. Sono solita arrabbiarmi con me stessa quando le cose non vanno esattamente come le avevo pianificate … anche se ogni passo del percorso è una straordinaria esperienza di apprendimento. Esercito molta pressione su me stessa, ma ci sono tantissimi fattori che entrano in gioco nello svolgimento di un’esperienza. E la maggior parte di essi non sono CONTROLLABILI.
Quando ci concentriamo su qualcosa che non è andato esattamente come l’avevamo programmato, ci sentiamo delusi. Diamo cosĂŹ tanta enfasi al risultato che volevamo, dal non renderci conto che ci sono cosĂŹ tanti doni incredibili che sono nati dal processo di apprendimento e crescita. Il punto centrale è capire dove decidiamo di concentrare le nostre energie e i nostri sforzi. Scegliamo di concentrarci su ciò che non è accaduto? O su tutto ciò che è stato acquisito lungo la strada e persino sulle cose inaspettate che abbiamo ricevuto mentre ci muovevamo sui nostri sentieri?
Non sto suggerendo che non dovremmo fissare obiettivi e avere sogni per noi stessi. I sogni ci ispirano. Gli obiettivi alimentano lâenergia per andare avanti ogni giorno. Ci spingono a compiere i passi di cui abbiamo bisogno per continuare ad andare avanti. Ma quando CI ASPETTIAMO che l’obiettivo accada … quando CI ASPETTIAMO che si svolga perfettamente … quando CI ASPETTIAMO di raggiungere questi obiettivi e vivere questi sogni proprio come sono nelle nostre menti, probabilmente ci stiamo comprando un biglietto di sola andata verso il fallimento.
Prendiamo ad esempio l’obiettivo di imparare a tenere la verticale lontano dal muro per piĂš di 5 secondi. Supponiamo che tu abbia impostato questo obiettivo e desideri raggiungerlo in 30 giorni. Ti alleni – ti alleni quotidianamente, costruisci forza e consapevolezza del corpo, ripulisci la tua dieta, rimani motivato e continui a tornare al tappeto ancora e ancora. E quando questi 30 giorni sono finiti, puoi tenere una verticale per 5 secondi ma… sei ancora al muro.
Potresti ritrovarti a dire: “CâŚ. volevo essere lontano dal muro”.
In quel momento è importante fermarsi. Respirare. Fare un passo indietro e lasciare andare quell’aspettativa iniziale di tenere una verticale per 5 secondi interi lontano da un muro. A quel punto scoprirai i benefici guadagnati nei 30 giorni. Ti scoprirai piĂš forte, piĂš sano, motivato e indovina cosa? Avrai imparato a relazionarti con il tuo corpo in modo nuovo. Quindi cosa? Non l’hai fatto in 30 giorni? Stiamo parlando di un numero arbitrario che ti sei prefissato all’inizio del viaggio. Sei ancora un vincitore. C’è cosĂŹ tanta positivitĂ derivante dallo sforzo che hai messo nel lavorare per raggiungere il tuo obiettivo. E questo è molto piĂš importante che arrivare al risultato finale. In realtĂ il fallimento era allâorigine del percorso. Bisognava chiedere al complesso sistema corpo-mente-anima in quanto tempo credeva di arrivare a fare la verticale lontano dal muro. Soprattutto se gli importava veramente di farla lontana dal muro!!!
Credo che se possiamo iniziare a lasciar andare tutte le aspettative e insegnare a noi stessi a vivere nel momento presente. Stabilisci i tuoi obiettivi. Se non li incontri subito, continua a tornare con un sorriso sul viso e goditi il ââprocesso. Una pratica yoga, cosĂŹ come altre forme di forma fisica e benessere mentale, ci insegnano a lasciar andare. Lascia andare quello che pensi. Lascia andare il modo in cui pensi che “dovresti” fare ogni postura o come “dovresti” sentirti in ogni meditazione. Goditi il ââviaggio.
Arriva sul tappetino con una mente e un cuore aperti. Sii pienamente presente nel modo in cui ti senti oggi, senza aspettarti di fare “meglio” dell’ultima volta. Fai solo del tuo meglio in questo giorno, con il corpo che hai, con tutto ciò che è nella tua mente e nelle tue emozioni, in questo momento. Ed sii felice di esserci. DI poterlo fare. Di tutte le cose incredibili che puoi VIVERE, piuttosto che concentrare la tua attenzione su cose che non puoi ancora fare. PerchĂŠ quando iniziamo a vivere NEL momento presente, invece di porre l’accento su tutte le cose che ci aspettiamo che ci rendano felici in futuro, scopriremo che la felicitĂ può essere vissuta solo in questo momento. Vivi per la felicitĂ che puoi attingere qui ed ora.
Ă il viaggio che conta, non il risultato finale. Il processo per lavorare verso ogni nuovo obiettivo è qui e ora. Goditi il ââpercorso e vedi se riesci a liberarti dalle preoccupazioni per il risultato finale. La vita va vissuta, non pianificata. Coltiva gioia, fiducia nei passi che stai compiendo e negli sforzi che fai istante per istante. Cerca di sorridere e divertirti lungo la strada. E ricorda che noi possiamo occuparci di come vivere. Il PRE-occuparci ci leva solo la forza vitale di essere felici di vivere giorno per giorno.