Il tarlo del dubbio e lo yoga
Scritto da Staff
âTra uno stimolo e una risposta c’è uno spazio. In quello spazio c’è il nostro potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta sta la nostra crescita e la nostra libertĂ â.
Hai notato una voce fastidiosa nella tua testa? Quella che dice: “Non posso farlo”, “Cosa penseranno?” o “non sono abbastanza”?
Anche io quella sento quella voce e mi tortura in parecchie occasioni. Eppure ci sono stati anni in cui non ero consapevole di quella voce⌠Sentivo pesantezza, ansia o oppressione alla gola e al petto. Solo quando mi sono fermata a riflettere a lungo e a meditare, ascoltare le voci e osservarle…a chiedermi: “cosa sto pensando in questo momento?” Mi rsono resa conto che i pensieri che stavo avendo, influenzavano direttamente i sentimenti che provavo nel mio corpo.
Quando attraversiamo la vita inconsciamente, non riconosciamo quanto i pensieri che abbiamo, influenzino il modo in cui ci sentiamo, le nostre azioni e la nostra pratica Yoga. Le parole che diciamo a noi stessi sono “mantra” potenti e noi siamo gli unici a poterle ascoltare.
La pratica dello yoga può essere uno specchio e una visione dei nostri pensieri, reazioni e schemi comportamentali. Come rispondiamo sul nostro tappetino quando le cose sono fluide, facili? e come reagiamo quando stiamo inchiodati, rigidi e gli asana sembrano impossibili?
Cosa succede quando perdi l’equilibrio, cadi su te stesso, hai difficoltĂ con un asana o fai qualcosa di complicato o nuovo? Ă facile affezionarsi alla gioia e alla sicurezza di quando tutto va bene e voler evitare o scappare dalle cose quando non vanno bene. La nostra pratica yoga può evidenziare le nostre tendenze: ti arrabbi con te stesso quando qualcosa è nuovo, imprevisto? Oppure ti senti stimolato? Riesci a ridere di te stesso ed essere compassionevole?
à facile rimanere bloccati in schemi ripetuti per giorni, settimane e anni. Nel tempo, le nostre reazioni creano circuiti mentali e creano la nostra storia di vita. Nella filosofia indiana, questo schema ripetuto è chiamato samskara. I Samskara sono le abitudini ripetute, i modelli o le impronte psicologiche che creano modelli radicati nelle nostre vite. La pratica dello yoga ci aiuta a riconoscere, osservare e persino cambiare questi schemi atavici. Si pensa che i Samskara siano anche la base della teoria del karma nella filosofia indiana.
Man mano che sviluppi la consapevolezza dei tuoi pensieri, sviluppare la capacità di osservare è la chiave per trasformare abitudini e comportamenti. Mi viene sempre in mente la citazione di Victor Frankl che dice
âTra uno stimolo e una risposta c’è uno spazio. In quello spazio c’è il nostro potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta sta la nostra crescita e la nostra libertĂ â.
Riesci semplicemente a osservare il pensiero, l’emozione, il desiderio e l’impulso senza reagire? Puoi fermarti abbastanza a lungo da creare lo spazio per scegliere la tua risposta? La capacitĂ di osservare pensieri, sentimenti ed emozioni mentre sorgono è la chiave per scegliere la tua reazione.
Allora come possiamo acquisire questa capacitĂ di essere consapevoli e di osservare? Come cambiamo la narrativa nella nostra mente? Ti sei mai sorpreso a rimuginare su qualcosa ripetutamente? Yoga Nidra, lavori mirati di Yin Yoga e meditazione, certamente aiutano e possono incidere molto per un cambiamento di rotta. Ma l’astanga e il power yoga educano la resilienza interiore e fortificano il corpo e la mente. Come per ogni cosa serve una guida esperta che sappia ben dosare i diversi stili di yoga per traghettare l’allievo dalla riva del dubbio a quello della certezza attraversando insieme all’insegnante le mareggiate della vita. Una volta acquisita pratica e dimistichezza potrai essere tu stesso il timoniere della nava chiamata pratica.