Scritto da Staff

OM, AUM, Oᚃ (silenzio)

Abbiamo salutato il 2020. Abbiamo avuto l’opportunitĂ  di vedere con occhi chiari, la costruzione superficiale e fragile dei nostri sistemi e come il piĂš piccolo virsu può spostare la traiettoria del mondo. Abbiamo vissuto una delle epoche piĂš trasformative che questa Terra ha offerto alla nostra specie. Dagli incendi alle inondazioni, dall’ingiustizia sociale e razziale a una pandemia globale; abbiamo testimoniato le conseguenze delle nostre azioni e l’interconnessione delle nostre vite.

Dopo questo anno impegnativo, potremmo essere tentati di pompare la abituale  illusione  della “lavagna pulita” che caratterizza un nuovo anno. Potremmo sentire di meritare l’opportunitĂ  di ricominciare da capo e cosĂŹ facendo rischiamo di perdere la saggezza insita nel calvario dell’ultimo anno. Con le pressioni interiori potremmo  allontanarci  dal nostro viaggio iniziale e pensare di  iniziarne uno un nuovo percorso, migliore e diverso. 31 gennaio 2020. Mezzanotte.

Scoccano le lancette dell’orologio e abbiamo risoluzioni, piani, compiti e liste di cose da fare … ansiosi di lasciarci il 2020 alle spalle e guardare avanti a un futuro “normale” felicemente vaccinati.

Suggerisco di pensare all’anno appena trascorso come ad un volo in aereo che hai preso. L’inizio del viaggio è pieno di aspettative, ma il viaggio stesso è stato un lungo, pieno di turbolenze, disagi, posti angusti, il disgustoso cibo della compagnia aerea.  Immagina ora immagina il pilota annunciare dall’altoparlante di prepararsi all’atterraggio.  Sai che stai per ritornare a casa e che è ora di svegliarsi, riporre il tuo tavolino, spegnere il cellulare, metterti le scarpe … Ora, l’aereo non solo inizia la discesa. Scende, abbassa la quota in preparazione all’atterraggio. Per atterrare in sicurezza, ha bisogno di una pista lunga e sgombra. Quindi hai spazio per rallentare. Sono necessari molti passaggi per portarci sani e salvi al nostro gate. Proprio a causa di questo arduo viaggio, dobbiamo crearci una pista generosa dove  atterrare in sicurezza. La decellerazione può essere la parte piĂš difficile di questa odissea.

Come nell’allegoria del Viaggio dell’Eroe, rappresentato nella Bhagavadgita, nell’Odissea, in Star Wars e in innumerevoli storie presenti in letteratura, è questa ricerca collettiva individuale e cosmica in cui ci troviamo. Il ruolo che gioca l’eroe è il ciclo universale di crescita, dissoluzione e redenzione. Conoscendo il mito ci riconciliamo con l’immutabile veritĂ  dell’esistenza, quella che è OṂ. “Io sono l’Ātman nel cuore di tutte le creature, io sono il loro inizio, la loro metĂ  e anche la loro fine” (BG 10,20)

AUM si riferisce agli stati di coscienza. Il ciclo cosmico pulsa in manifestazione e di nuovo nel non manifesto nel silenzio dell’ignoto. Nell’esperienza di ogni posizione, si trova anche l’intero viaggio dell’eroe. Ogni asana contiene la A (l’inizio),  U (l’aspetto) del sostegno, e la M (la risoluzione). Hai difficoltĂ  a rimanere cosciente durante la transizione quando esci da qualcosa? Stai pensando in anticipo a quello che è dopo o torna a quello che è appena successo? OṂ (l’unione delle vocali in sanscrito) è come il respiro che collega una postura all’altra nella pratica degli asana. Ci muoviamo con grazia in vinyasa da un asana all’altra per sperimentare questo ciclo. Come è l’esperienza ciclica di ogni essere vivente, cosĂŹ è anche questa emanazione e dissoluzione ciclica nel cosmo vivente … “il mondo in un granello di sabbia”. Il suono di OṂ (A + U + M + silenzio) e la sua risonanza cosmica è noto come Śabda Brahman .  Savāsana riflette la grazia che si rivela solo quando permettiamo al “non fare” di manifestarsi. Gli yogi sanno che non possiamo “fare” l’illuminazione, è nostra pratica seguire i passaggi per essere ricettivi ad essa.

Ritornando alla metafora  del ritorno a casa, siamo in viaggio verso casa. Per quanto desiderosi di voltare pagina, ci stiamo imbarcando per il nostro ritorno dalle profonditĂ  di un viaggio oscuro. Siamo nel mezzo del nostro risveglio. Anche questa parte del nostro viaggio stesso contiene al suo interno, l’inizio, la metĂ  e la fine, il pranava- il ronzio di tutta la vita.  OṂ – è il sacro mantra di tutta l’esistenza all’interno del quale risiede la comprensione della creazione, dell’esistenza e del cambiamento. Mettendoci a riposo i semi sono pronti per essere cuciti, siamo in grado di nutrire la saggezza, la pazienza e la compassione del nostro interno. Mentre diamo il benvenuto al nuovo anno, in questi primi giorni del 2021 possiamo riconoscere la gratitudine alla vita  in ogni momento che sia esistito. Sii paziente, sii gentile, sii generoso, consenti a questo nuovo anno di rappresentare il semplice proposito di andare avanti. Consenti a te stesso la costruzione di una lunga pista … ci vuole tempo e spazio per rallentare e per rendere il nostro viaggio il ritorno a casa.

Ti auguro una pista lunga e morbida ed un atterraggio confortevole e sicuro.